La
società del servizio pubblico radiotelevisivo che paga la pubblicità al sito di
un movimento politico. Tradotto: la Rai che sborsa soldi per comparire nei
banner pubblicitari del blog di Beppe Grillo, lo stesso leader del Movimento 5
Stelle che, tra le sue battaglie, ha proprio la cancellazione del canone. A
risollevare il caso quest’oggi è stato Renzi in persona: «Ho letto che la Rai
ha dato dei denari al sito di Grillo. Immaginate cosa sarebbe successo se
avessero dato soldi a noi...», ha provocato il premier dal palco della
direzione nazionale del Pd. La notizia è subito rimbalzata dalle parti di viale
Mazzini: «Non ne so nulla, mi informerò», dice il direttore generale della Rai,
Luigi Gubitosi. Subito, e stizzita, è arrivata la replica dei Cinque Stelle:
«Tutta colpa del servizio di advertising di Google, la Rai non ha comprato
direttamente pubblicità nel blog».
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venerdì 16 gennaio 2015
martedì 30 dicembre 2014
DI MAIO E CASALEGGIO JR, I NUOVI DIARCHI
Nel
Movimento si comanda in due. È così dall’inizio, da prima ancora che
quell’intuizione iniziale condivisa da Grillo e Casaleggio prendesse il nome di
M5S: in fondo la soluzione ideale per una forza politica che ha il complesso
del vertice. E ora che le due figure apicali, i due diarchi, sembrano
destinate, per ragioni diverse, ad allontanarsi dal centro della scena,
avanzano i nuovi protagonisti: Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.
sabato 6 dicembre 2014
LEGA SMEMORINA, QUANDO FINANZIAVA LA COSTRUZIONE DI CAMPI NOMADI
Alemanno
chiedeva, e il ministro sosteneva.
Prima
dell’avvento di Matteo Salvini, prima delle copertine a torso nudo e
soprattutto prima che le tensioni sociali e gli scandali colpissero il Comune
di Roma, c’era una Lega che finanziava con convinzione la costruzione di nuovi
campi nomadi. E non era tanto tempo fa. Maggio 2008. Appena preso il Comune di
Roma, Gianni Alemanno annuncia una «rivoluzione copernicana» nel piano per i
nomadi.
domenica 30 novembre 2014
sabato 29 novembre 2014
5 LEADER PER GAFFE A 5 STELLE
Beppe
Grillo se ne è reso conto: così non funziona. Affidare la vita del partito a
intermittenti consultazioni on line, a eventuali assemblee di parlamentari, a
interpretazioni del regolamento o all’umore del giorno rischia di consegnare
l’immagine di un movimento rapsodico, non sempre razionale, prossimo della
bizzarria. Per scongiurare il pericolo, Grillo ha avanzato la proposta di un
direttorio composto da cinque eletti, e ne suggerisce i nomi: Alessandro Di
Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia. Vediamo i
profili dei giovani incaricati di irrobustire il lato pensante dei cinque
stelle. martedì 25 novembre 2014
GRILLO SCOMUNICA RIZZETTO. LA REPLICA: #IONONMOLLO E TU?
«Il
M5S non ritorna nei talk show». È categorico Beppe Grillo sul suo blog, dove
“bacchetta” il deputato M5S Walter Rizzetto, “reo” di aver preso parte, questa
mattina, alla puntata di Omnibus su La7. «I talk show - scrive Grillo - stanno
morendo di asfissia di ascolti. Accompagnano in questo, in modo naturale e
parallelo, il percorso della disaffezione al voto alla politica».
mercoledì 15 ottobre 2014
GRILLO E IL FANGO NELLA TESTA
Tu,
il rabdomante della rabbia, per anni hai intercettato l’umore dei disperati.
Poi succede che Genova, la tua città, venga sommersa dall’alluvione. La notizia
ti sorprende a una kermesse romana del tuo movimento. L’istinto fin qui
infallibile dovrebbe indurti a fare la cosa giusta: tornare subito a casa per
metterti a spalare in silenzio, intestandoti una campagna finalmente positiva.
Invece resti al caldo di Roma a grilleggiare contro tutti, senza accorgerti che
sei sempre meno efficace. Non esalti né spaventi più.
martedì 23 settembre 2014
sabato 13 settembre 2014
GRILLO, #DISCARICATOUR SENZA SPETTATORI
Appena un’ottantina di sostenitori. Troppo pochi. È
una reazione piccata quella di Beppe Grillo quando scopre che per il suo arrivo
in Riviera per il «no alla discarica» la risposta è stata poca cosa. Anzi,
Grillo è stato deluso dalla scarsa mobilitazione e si è lasciato addirittura
sfuggire un commento inelegante nei confronti di chi nonostante la giornata
lavorativa, si era presentato all’appuntamento con il leader del Movimento.
sabato 6 settembre 2014
CASALEGGIO INSIEME AI “BANCHIERI MASSONI”, RENZI NO
Che un giovane Presidente del Consiglio partito lancia
in resta contro i «salotti buoni» decida di disertare il tradizionale
appuntamento di Cernobbio - vero e proprio attico con terrazza della finanza
italiana - può far storcere il naso ma, come si dice, ci sta. Ci sta forse meno
il fatto che - per il secondo anno consecutivo - ormeggi sulle sponde del lago
di Como Gianroberto Casaleggio, mente informatica di un movimento il cui leader
non fa mistero di considerare i banchieri dei volgari truffatori (epiche le sue
battaglie contro i vertici di Mps) e il mondo dell’economia e della finanza,
più in generale, un’accozzaglia di massoni, con tanto di cappuccio e grembiulino.
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