giovedì 4 dicembre 2014

IL "TRATTATO SCONOSCIUTO” ALLA FACCIA DI GRILLINI E COMPLOTTISTI



Sentito così il termine dice poco o nulla. Sembra uno di quegli acronomi vuoti e inutili che corredano le scartoffie di burocrati che non propongono niente di nuovo. Eppure il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, conosciuto come Ttip, rischia di essere, almeno negli intenti, la vera rivoluzione copernicana del commercio mondiale del XXI secolo. O almeno di quello occidentale che più di altri soffre la crisi e che ha bisogno di trovare la quadra in sé stesso. E guarda caso i grillini se ne lamentano.

L’idea, che si sta cercando di portare a termine con difficile negoziati internazionali, di creare la più grande area di libero scambio della storia del mondo. Un’area che vanta la bellezza di quasi 900 milioni di persone e che, insieme, fa il 54% del Pil globale: la somma dei 28 Paesi dell’Unione europea, con Stati Uniti, Canada, Svizzera, Norvegia e Islanda. Un sistema per abbattere (o comunque ridurre) le barriere doganali fra Paesi così come la burocrazia. Un esempio? Se si sposta un auto dagli Usa in Europa o viceversa, ad esempio, è serve una nuova omologazione, che col Ttip in vigore non sarà più necessaria. Non solo: secondo quanto afferma la setssa commissione europea tra i contenuti del trattato ci sarà ci sarà l’introduzione di un arbitrato internazionale (denominato Isds, Investor-state dispute settlement) che permetterà alle imprese di intentare cause per «perdita di profitto» contro i governi dei paesi europei.


Secondo diverse ricerche indipendenti il Ttip sarà in grado di accrescere l’economia europea di ben 120 miliardi di euro, quella americana di 90 e quella del resto del globo di altri cento. Una buona iniziativa, insomma, che dovrebbe controbilanciare le tendenze alla normalizzazione fiscale dell’Unione europea. E che controbilancia di certo la decisione di Putin di bloccare il gasdotto Southstream per «riorientare il gas verso altri consumatori», come la Turchia, Paese dal quale lo zar ha dichiarato il cambio di marcia sull’energia.


Peccato che ci sia qualcuno che la critica in maniera feroce. Gli (ex?) fan di Beppe che ieri mattina mattina hanno organizzato a Roma un incontro per «far luce» su un presunto «trattato sconosciuto». A vedere gli ospiti non viene certo da pensare a un’informazione imparziale: oltre a tre parlamentari del M5S, la vicepresidente del comitato Stop/Ttip Monica Di Sisto, Stefano Lenzi del Wwf e il giornalista Fulvio Grimaldi, una carriera fra Paese Sera (fondato dal vecchio Pci), Lotta Continua e Liberazione. I commenti sul blog di Beppe Grillo sono infatti tutt’altro che imparziali: «Diventerà l’ennesimo ostacolo alla sovranità politica, commerciale ed alimentare del nostro Paese», c’è «rischio di debilitare il nostro Made in Italy in favore di una massificazione produttiva, tipica degli Stati Uniti è dietro l’angolo», e giù il solito panegirico sull’acqua pubblica («le aziende americane entrerebbero in diretta concorrenza nella gestione dei beni comuni») e le cattivissime colture Ogm. Il tutto riassunto anche in un video talmente patetico da diventare quasi ironico.

I fan della decrescita (in)felice, insomma, non si smentiscono mai…

mader