lunedì 1 dicembre 2014

LEGA SUD. SALVINI: “HO CAMBIATO IDEA SUI MERIDIONALI”



Era inevitabile che accadesse, ma certo sentir parlare Matteo Salvini, segretario della Lega Nord ricordata soprattutto per la battaglia secessionista, di "errori del passato" e del suo "aver cambiato idea sui meridionali" fa una certa impressione. Come detto, però, tutto questo era inevitabile, dal momento che il nuovo obiettivo di Salvini va ben oltre i confini della Padania e si estende in tutta Italia. Un progetto che per il momento è stato soprannominato Front National italiano e che per partire attende di fatto solo il lancio ufficiale della Lega dei Popoli, ovvero la controparte meridionalista della Lega Nord.

Ma che cosa ha detto per la precisione Salvini? "Ho cambiato idea sui meridionali, probabilmente prima li conoscevo poco, ho è abbiamo fatto degli errori”, queste le parole del segretario a Rtl. Parole che lasciano un po' perplessi: "Li conoscevo poco"? Ma come, un partito che per quasi trent'anni si è basato sulle accuse a chi abita nel mezzogiorno d'Italia (fannulloni, assistenzialisti, hanno la mafia perché non fanno nulla per ribellarsi) di colpo scopre che non li conosceva bene? E allora su che cosa basavano le loro accuse, sul sentito dire? Ma sicuramente la gravità, la superficialità delle affermazioni di Salvini passerà in secondo piano ora che il segretario del Carroccio è in rampa di lancio per diventare il contraltare nazionale di Marine Le Pen, in un cartello elettorale che vedrà coinvolti anche i Fratelli d'Italia e CasaPound.


Alleati nazionalisti per i quali è indispensabile il mea culpa salviniano per proseguire nei progetti di un'estrema destra dalle ambizioni sconfinate: "Sono stra convinto che l’Italia o si salva tutta, da Nord a Sud o non ce n’è per nessuno. L’emergenza è nazionale, la disoccupazione è tale a Milano come a Taranto, Lecce e Catania". Tutta l'Italia si deve salvare, non esiste più la possibilità di dividersi a metà per salvare la parte "sana" abbandonando al suo destino la parte "marcia". Tanto, ormai, il nemico numero uno dei populismi è uguale per tutti: l'Europa dei tecnocrati e l'euro, da abbandonare il prima possibile.


Quello che ancora resta da capire è come vivranno questa giravolta a suo modo storica i leghisti di vecchio corso, quelli che hanno passato la vita a urlare "Roma ladrona" (slogan che per certi versi può comunque ancora tornare utile) e a dare contro ai "terroni". Quelli che ogni attendevano in trepidazione che l'acqua sacra del Po venisse raccolta nell'ampolla dal druido Umberto Bossi. Ma visto il successo che, stando ai sondaggi politici - la "nuova Lega" di Salvini sta raccogliendo, è facile immaginare che il problema dei vecchi leghisti non sia all'ordine del giorno.

mader

Andrea Signorelli per Polisblog