lunedì 25 agosto 2014

DI BATTISTA FA IL MULTICULTI CON LE GOLE DEGLI ALTRI



Insistiamo. Perché insistono loro, i Vauro, i Massimo Fini, i Di Battista. E non ci stiamo più, già sotto attacco dalle belve islamiche (perché è in gioco il nostro destino, nel deserto iracheno, questo ormai è agli atti) a prendere lezioni di anti-occidentalismo da chi passa ogni sua giornata al sicuro dei privilegi occidentali, e ci sputa sopra.Vale meno di chi si arruola nel jihad, questa teppaglia intellettuale, perché non ha nemmeno il coraggio perverso del fanatismo. 

Ha solo la mollezza compiaciuta di chi contraddice le proprie parole con le proprie azioni. Ipocrisia a tonnellate. E incapacità di maneggiare l’oggetto umano per eccellenza, quello della Storia, anche a livello di un sussidiario di quinta elementare. 

Prendete Di Battista, che non ha nemmeno quel minimo rispetto di sé da chiudersi nel silenzio, dopo che i galantuomini in nero che lui vuole “erigere a interlocutori” hanno sgozzato in diretta tivùun reporter americano.

No, il professorino mancato ribadisce, puntualizza, delira ancora via web, come fossimo di fronte a questo, un dibattito orizzontale nei social network, e non una scelta abissale tra la vita e la morte. “Non c’è mai stata una guerra che ha messo fine alla guerre”. Non vuol dire niente, è un nonsense acefalo appena infiocchettato di correttezza formale, è il linguaggio che parla questa gente, è l’astrazione che, da sempre, fa il gioco del totalitarismo. Non c’è mai stata una guerra che metta fine al fenomeno umano, tremendo e deteriore, e proprio per questo troppo umano, delle guerre? È una tautologia, non avevamo bisogno di Di Battista, per questo. 

Ci sono state invece “guerre giuste”, altroché, caro allievo del Capocomico in fregola di sorpassare il maestro, e non è affatto un concetto introdotto “dopo l’11 settembre”, lo ha teorizzato ben prima un guru del pensiero liberal come Michael Walzer, non uno sporco “imperialista“, per non scomodar la Scolastica medievale e il giunaturalismo seicentesco, informati, leggi, studia, oppure taci. Ci sono state guerre che hanno messo fine all’oppressione, alla schiavitù e perfino a quell’evento che secondo alcuni (filosofi, non cittadini del Movimento Cinque Stelle) ha reso per sempre impossibile nominare Dio, l’Olocausto. 

La guerra contro la Germania nazista era una guerra giusta, vien la noia a ripetere ovvietà a uno scolaretto che non ha mai fatto i compiti, e l’hanno fatta gli Angloamericani (quello con l’Urss era puro scontro tra due versioni dell’Orrore), quelli a cui Di Battista attribuisce le colpe di qualunque sconvolgimento mondiale, e che hanno la sola, sublime colpa di aver dato anche a lui la libertà di proporre al mondo le proprie stronzate (il giornalismo a volte vive di termini tecnici, e questo è il caso). Vada a Colleville sur Mer e ci parli ancora di “imperialismo nordamericano”, il pensatore a Cinque Stelle.


Ma è inutile parlare di Storia con questa gente, non stanno nemmeno all’altezza della piccola attualità che hanno generato loro, non hanno neppure la consapevolezza delle proprie parole, giocano agli eroi del multiculti e del terzomondismo, ma con le gole degli altri. Quella di James Foley, quella di qualunque ostaggio sia in mano dei cani dellIsis. 

Qui non c’è nessun “conflitto” da risolvere, esimio Di Battista, dai grillini più volte sbandierato candidato premier. Qui c’è solo una scelta da fare. O col mondo del diritto, dell’individuo come categoria giuridica ed esistenziale, della coltivazione dei mille e più sentieri alla “ricerca della felicità”, come recita la carta fondante del Paese più libero del mondo, gli Stati Uniti d’America. O con l’Isis. 

La scelta di Di Battista è chiara. La nostra anche.



mader


Giovanni Sallusti per L’Intraprendente